Gli Incastri

19 07 2009
incastri legno

incastri legno

Cercheremo di affrontare in queste pagine uno degli argomenti più importanti della falegnameria: quello degli incastri.

Un incastro altro non è che una particolare unione tra due o più elementi in grado di assicurare la loro tenuta senza ausilio di colle o materiali di ferramenta. Ovviamente ci sono incastri semplici ed incastri più complessi e non tutti effettivamente possono chiamarsi tali, ma sono comunque molto importanti in falegnameria per diversi aspetti che in seguito illustreremo.

Si cercherà di basarci più che altro sull’ausilio delle immagini, possibilmente chiare e semplici, al fine di evitare chilometri di descrizioni faticose e contorte.

L’incastro in falegnameria non è nato subito, i primi mobili venivano assemblati con staffe e chiodi di ferro.

Tuttavia l’esigenza di poter garantire una buona tenuta tra i vari pezzi si fece presente molto presto così che apparvero le prime realizzazioni in cui alcune parti

trovavano un perfetto alloggiamento in altre. E col passare del tempo e con l’avvento di nuove tecnologie la tecnica dell’incastro si andò sempre più affinando e divenne sempre più presente nelle varie realizzazioni. Oggi abbiamo a disposizione diversi mezzi per realizzare unioni di questo tipo ed alcune macchine sono progettate esclusivamente per la costruzione di perfetti incastri.

Noi però ci accontentiamo di sapere quali siano quelli più importanti ed alla nostra portata per cui ci dedicheremo alla trattazione di questi.

incastriL’incastro di testa a mezzo legno (mezzo spessore) è molto semplice ed ottimo per fare pratica per quelli successivi, più complessi. Questo tipo di incastro non si sorregge da solo, ma ha bisogno di essere rinforzato con uno strato di colla ed ulteriormente con spine di legno o viti facendo attenzione a non spaccare il legno durante l’avvitatura oppure l’inchiodatura. Questa unione non ha grandi doti di robustezza per cui è bene che non sia sollecitata da grossi carichi. Può essere ulteriormente rinforzata da staffe avvitate su entrambi i pezzi così da creare una struttura triangolare indeformabile.

incastri 2L’incastro qui a lato raffigurato è sostanzialmente identico al precedente con l’unica differenza che un pezzo di legno va ad alloggiarsi non all’estremità dell’altro, ma in un punto interno. E’ un po’ più stabile dell’altro, ma va ugualmente rinforzato con spine in legno e colla. In questo caso non basta la sega per effettuare i tagli, ma va usato lo scalpello per realizzare l’intaglio per l’alloggiamento della testa del secondo pezzo. Non è comunque un’operazione difficile.

incastri 9Questo tipo di incastro, invece, è di gran lunga migliore dei precedenti ed è da considerarsi il capostipite di ulteriori elaborazioni, anche più complesse, di notevole importanza per la struttura di un mobile.Chiamasi incastro a tenone e mortasa dove il tenone è la parte che va ad alloggiarsi nell’apposita scanalatura (mortasa), in questo particolare caso il tenone è passante in quanto si vede uscire dal retro del montante verticale.Questo tipo di unione è utilizzata (con le sue variazioni) per ante, traverse e gambe di tavoli, sedie, ecc.

La sua tenuta con colla e spine di legno è molto buona e si può considerare come uno dei primi veri incastri.

TENONE E MORTASA – VARIAZIONI

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Ad Angolo con ugnatura con Cunei

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Doppio A spigolo ad “U”

UNIONI A CODA DI RONDINE

Un gruppo di incastri, di estremo interesse per il falegname è costituito dalle unioni a coda di rondine, che vengono usate in moltissimi collegamenti per le loro caratteristiche di maggior resistenza agli sforzi. L’unione infatti può essere sciolta allontanando i pezzi soltanto in una determinata direzione. Si hanno incastri a coda di rondine semplice con tenone a trapezio nel senso della lunghezza o nel senso dello spessore a seconda dello spostamento che si vuole evitare fra i due pezzi.

Si effettuano incastri a coda di rondine doppia quando tutti e due i pezzi terminano con tenoni sagomati che ‘si innestano gli uni negli altri: il collegamento ha una maggiore robustezza.

E’ necessario spesso nascondere gli incastri in modo che essi non appaiono all’esterno.

Anche a coda di rondine possono essere formati gli incastri trasversali che collegano due tavole in modo che formino una T ad angolo retto.

Si chiama collegamento a mezza coda di rondine perché solo metà del pezzo 1) presenta il tenone e metà del pezzo 2) presenta: la mortasa. Esiste inoltre un incastro a coda di rondine che invece permette l’allontanamento del pezzo 1) dal pezzo 2) rimanendo nel piano del foglio, mentre non è possibile l’allontanamento dei pezzi in senso di alzare l’uno rispetto all’altro. Questo incastro si usa per pareti di cassetti o di scatole in legno. Nel collegamento a T a doppia coda di rondine molto accurata deve essere in questo caso la lavorazione dei due tenoni, essendo facile il romperli con un movimento eccessivamente brusco dello scalpello.

incastri 8

Incastro a coda di rondine

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